Spot: il robot che vuole diventare il migliore amico dell’uomo

Spot è un cane e come tutti i cani ha quattro zampe, ha un fisico snello e il busto compatto, è alto circa un metro e non è coperto da peluria, ma da metallo, e al posto della testa ha una serie di sensori e telecamere. Spot è un cane, sì, ma anche un robot creato dalla Boston Dynamics, che è sicura che in futuro potrà essere considerato anche lui, se non il migliore, almeno un grande amico dell’uomo.

La storia della Boston Dynamics parte nel 1992, fondata da Marc Raibert, professore e ingegnere del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e nasce proprio come un distaccamento dell’Istituto volto alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie avanzate nel campo della robotica. L’obiettivo era quello di creare robot in grado di muoversi in maniera dinamica e adattabile, ispirati ai movimenti agili e fluidi degli animali nel mondo naturale. 

 

In pochi anni, la compagnia inizia a lavorare a progetti di supporto militare e nel 2005 nasce il progetto BigDog, la costruzione di un primo robot di grandi dimensioni, pensato per aiutare le truppe nel trasporto di carichi pesanti su terreni difficili e irregolari. Dopo diversi prototipi, ognuno gravato da diverse problematiche, il progetto è stato ufficialmente interrotto nel 2015 senza aver mai portato un vero e proprio cane robot ad essere utilizzato su campo. 



È dalle ceneri di BigDog che, successivamente, tra gli altri progetti della Boston Dynamics, ha preso vita Spot. Proprio nel 2016, infatti, vennero rivelati al pubblico i primi prototipi con alcuni video dimostrativi, tra cui uno, che ottenne più di 2 milioni di views in pochissimo tempo su youtube, in cui il cane robot dimostra di saper aprire una porta in autonomia. 

 

La differenza tra Spot e i robot precedenti della Boston Dynamics salta subito all’occhio: rispetto al mulo BigDog si è passati ad una struttura più agile, del peso di circa 25 chilogrammi, pensata per poter assistere le persone nelle più svariate mansioni, in maniera autonoma o telecomandato.

Spot si è rivelato un successo per Boston Dynamics e nel corso del tempo, dopo la sua messa in commercio del 2019, è stato impiegato in diverse sedi di lavoro. Finora ha trovato la sua collocazione soprattutto in ambiti di ispezione e sicurezza, nel 2020, ad esempio, nel mezzo della pandemia da Covid-19, fu adoperato in un parco di Singapore per ricordare ai frequentatori di mantenere le distanze di sicurezza. 

Ad oggi, tanti altri impieghi sono arrivati per il cane robot: la polizia di New York ne utilizza diversi per operazioni di pattugliamento e sicurezza; anche i vigili del fuoco, sempre a New York, hanno trovato un fido aiutante in Spot, soprattutto in situazioni rischiose come nel controllo di strutture pericolanti o crollate; nel 2022, invece, c’è stato il primo utilizzo in Italia, nel cantiere Chorus Life di Bergamo, dove Spot si è occupato del monitoraggio delle attività di costruzione e miglioramento della sicurezza; in seguito è arrivato anche ad essere impiegato tra gli scavi di Pompei come guardiano, attento ai tentativi di furto di cui spesso è stato vittima il sito archeologico; più recentemente, infine, anche l’Arma dei Carabinieri si è dotata del proprio cane robot, a cui è stato dato il nome “Saetta”. 

Tanti impieghi, insomma, ma per Boston Dynamics Spot non ha ancora raggiunto il proprio limite. Nuove sperimentazioni e accessori per incrementarne l’efficienza sono all’ordine del giorno nei laboratori dell’azienda americana, per far di sì che in men che non si dica anche Spot venga annoverato tra i migliori amici dell’uomo